Durante la riunione del bureau di Presidenza dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) a Parigi abbiamo incontrato una delegazione di parlamentari russi. Si è trattato del primo incontro dal marzo 2017. Seppure permangano divergenze sulle politiche dell’Assemblea, si è convenuto sull’accordo di portare avanti le discussioni e il dialogo. Quale piattaforma comune per questo dialogo si è individuato il mio rapporto  approvato lo scorso ottobre, nel quale faccio appello a un summit Ue per riaffermare l’unità Ue e difendere e promuovere la sicurezza e la democrazia all’interno dell’Ue. Nel rapporto faccio presente un’incongruenza  che ha caratterizzato  i due organi statutari del Consiglio d’Europa, PACE e Comitato dei Ministri, negli ultimi anni. La Federazione Russa ha partecipato ed è stata rappresentata negli scorsi tre anni solo nel Comitato dei Ministri. Per l’Assemblea Parlamentare del CDE questa situazione non può che apparire controproducente per il ruolo che riveste come guardiana della democrazia e dei diritti umani in tutto il Continente. In questo il Consiglio d’Europa deve giocare un ruolo fondamentale: il vertice di capi di Stato e di Governo dovrebbe definire al più alto livello politico il ruolo di questo organismo, nell’architettura politica europea e trattare delle questioni in sospeso riguardanti le sue relazioni con l’Unione europea. Nell’ambito dei lavori preparatori, la PACE e il Comitato dei Ministri dovrebbero favorire una procedura volta ad armonizzare congiuntamente le norme che disciplinano la partecipazione e rappresentazione degli  Stati membri al loro interno.

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