La Camera ha approvato all’unanimità, in prima lettura, il ddl per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni e per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni.

Si tratta di un provvedimento concreto ed importante, atteso da anni, che prevede una serie di agevolazioni a favore dei comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti e dei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti che siano caratterizzati da particolari condizioni (spopolamento, arretratezza economica, dissesto idrogeologico ecc.).

Il ddl contiene un principio importante sancito nell’art. 1: “L’insediamento nei citati comuni è considerato una risorsa a presidio del territorio, soprattutto per le attività di contrasto al dissesto idrogeologico e per le attività di piccola e diffusa manutenzione e tutela dei beni comuni”. Ciò vuol dire che abitare nei piccoli Comuni significa svolgere una funzione importante a servizio non solo del territorio di quel Comune, ma più in generale di tutta la comunità nazionale e che perciò esiste un interesse di tutti a che i piccoli centri siano abitati e vissuti.

Il ddl prevede una serie di misure significative: la facoltà di istituire, anche in forma associata, dei centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi pubblici; l’istituzione di un fondo per lo sviluppo sostenibile, economico e sociale (sono previsti 100 milioni di Euro per finanziare progetti di recupero e riqualificazione dal 2017 al 2023); la predisposizione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni; lo sviluppo della rete a banda larga; la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta; l’attuazione delle politiche di sviluppo, tutela e promozione delle aree rurali e montane; una serie di misure in tema di trasporti e istruzione, servizi postali e distribuzione dei quotidiani.

Si tratta di un’azione concreta a favore delle popolazioni che vivono nei piccoli centri, che intende promuovere l’equilibrio demografico nel nostro Paese, evitando lo spopolamento e tutelando il nostro patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico. L’obiettivo principale è quello di valorizzare la storia, la cultura e le tradizioni dei piccoli comuni, considerati patrimonio identitario e valoriale fondamentale, favorendone lo sviluppo economico, sociale e tecnologico e valorizzandone le peculiarità.

 

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