Oggi ho presentato questo ordine del giorno al bilancio della Camera che invita, per le rispettive competenze, l’Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a valutare l’opportunità di distinguere, sotto il profilo della struttura amministrativa e dei rispettivi capitoli di spesa, l’attività delle “Delegazioni parlamentari permanenti” presso Cde, NATO, OSCE ed InCE dalla restante attività internazionale.

 

La Camera,
premesso che:

il settore dei rapporti internazionali alla Camera dei deputati ha avuto, negli ultimi anni, una grande espansione, arrivando a comprendere una serie di attività tra loro molto eterogenee: dai rapporti bilaterali con gli altri parlamenti all’attività dell’Unione Interparlamentare (UIP), dalla partecipazione alle Conferenze internazionali ai programmi di Twinning, dall’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (AP-UpM) alle Delegazioni parlamentari presso le Organizzazioni internazionali (Consiglio d’Europa, NATO, OSCE e InCE);

all’interno delle attività internazionali le Delegazioni hanno una natura specifica in quanto la loro istituzione non discende da un atto unilaterale interno al Parlamento, ma dall’adesione ad un Trattato internazionale, che ne prevede la costituzione e ne stabilisce le funzioni e i poteri;

le Delegazioni partecipano in modo permanente ai lavori delle Assemblee parlamentari di riferimento, elaborando indirizzi politici attraverso risoluzioni e raccomandazioni ai paesi membri;

esse hanno quindi una specifica e riconosciuta soggettività che le distingue dalla restante attività internazionale della Camera, che si può invece qualificare in senso lato come “diplomazia parlamentare”;

l’attività delle Delegazioni è inoltre formalmente legata a quella delle Commissioni permanenti, come previsto dall’art. 125 del Regolamento della Camera, e la loro stessa struttura ne ricalca l’impianto;

è stato avviato dagli Uffici di Presidenza di Camera e Senato un processo di riassetto amministrativo che dovrebbe opportunamente rivolgersi anche al settore dei rapporti internazionali, che si presenta oggi articolato in modo non unitario e secondo criteri non omogenei;

ritenuto che:

appare opportuno, ai fini della trasparenza e della conoscibilità delle spese, prevedere un autonomo capitolo di bilancio relativo alle Delegazioni internazionali permanenti, analogamente a quanto è stato per le Commissioni bicamerali con la riforma del bilancio posta in essere nel 2015;

appare opportuno, ai fini di una migliore funzionalità istituzionale, che tale specificità venga gestita da una struttura appositamente dedicata, analogamente a quanto avviene per l’attività afferente alle relazioni con l’Unione europea, la quale, presentando anch’essa caratteristiche non omogenee rispetto alle altre attività internazionali, viene da tempo gestita da una struttura specifica;

invita

per le rispettive competenze, l’Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a valutare l’opportunità di distinguere, sotto il profilo della struttura amministrativa e dei rispettivi capitoli di spesa, l’attività delle “Delegazioni parlamentari permanenti” presso Cde, NATO, OSCE ed InCE dalla restante attività internazionale;

a valutare ulteriori iniziative di riordino relative al settore dei rapporti internazionali.

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