C’est aujourd’hui la première fois dans leur histoire que les peuples de l’Europe s’associant librement dans une aussi vaste entreprise pour la conquête du progrès et de la prospérité, en substituant à leurs rivalités et antagonismes économiques une organisation fondée sur l’intérêt commun. La Communauté économique européenne ne vivra et ne réussira que si, tout au long de son existence, elle reste fidèle à l’esprit de solidarité européenne qui l’a fait naître et si la volonté commune de l’Europe en gestation est plus puissante que les volontés nationales. Pour ma part, j’ai la foi que tel sera le cas. A l’heure des vitesses supersoniques et de la fission nucléaire, l’idée de l’intégration européenne n’est plus l’apanage de quelques esprits audacieux”
Joseph Bech – discorso a Roma firma trattato nel 1957

Nato nel 1887 nella cittadina lussemburghese Diekirch, Bech studia giurisprudenza a Friburgo in Svizzera ed a Parigi  prima di intraprendere la carriera di avvocato. Si lancerà in politica attiva soltanto nel 1914 quando, a 27 anni, viene eletto alla Camera dei Deputati, con il partito conservatore. Con l’introduzione del suffragio universale nel 1919, il partito conservatore, a lungo relegato all’opposizione dalla coalizione liberal-socialista, diventa per i decenni a venire il primo partito del paese, il che spiega in parte l’eccezionalità della carriera politica di Bech.
Nominato primo ministro dell’interno e della pubblica istruzione nel 1921, Bech ricopre dal 1926 al 1937 sia la carica di Primo ministro, sia quella di ministro degli esteri. In seguito al rifiuto di votare la legge “muselière” che limitava sensibilmente i diritti fondamentali, Bech sarà costretto alle dimissioni.
In seguito all’occupazione tedesca del Lussemburgo  (1940-44), Bech si rifugia a Londra  con il resto del governo lussemburghese. Rimanendo ministro degli esteri fino al 1959, Bech, riflettendo sulle due guerre mondiali ed il loro devastante effetto sul piccolo stato europeo, viene ritenuto uno dei principali promotori dell’indirizzo europeista del Lussemburgo.
Uno dei padri fondatori delle comunità europee, egli presiede la conferenza di Messina  nel 1955 che consente all’Europa di riprendere la via dell’integrazione dopo il fallimento della Comunità europea di difesa (Ced). Bech ricoprirà di nuovo la carica di primo ministro del Lussemburgo  dal 1953 al 1958, prima di lasciare definitivamente la politica all’età di 77 anni, nel 1964. Muore nel 1975.

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