Anche quest’anno con la Delegazione Italiana presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa abbiamo deciso di promuovere il premio per la migliore tesi, di dottorato e magistrale, sul tema del contrasto alla violenza contro le donne. Insieme alla Ministra Fedeli e alla Sottosegretaria Maria Elena Boschi abbiamo consegnato il premio alle due vincitrici durante una cerimonia alla Camera. Il premio ha come finalità quella di promuovere nel mondo accademico e tra i giovani la conoscenza della Convenzione di Istanbul, che rappresenta uno degli strumenti più importanti e che abbiamo portato a termine in questa legislatura.
Con una commissione di professori rappresentativi di diverse università e discipline abbiamo valutato gli elaborati degli studenti che hanno partecipato al bando (qui la graduatoria pubblicata sul sito della Camera e consultabile a questo link  e dopo una attenta e scrupolosa analisi, abbiamo deciso di premiare Mathilde Aghdasi, per una tesi, particolarmente attuale,  sulla violenza sessuale sulle donne nei campi rifugiati e le modalità di accesso alla giustizia ed Elisa Guidi autrice di una tesi che ha analizzato il diverso comportamento di amici e familiari emotivamente implicati nell’esperienza di violenza di genere subita dalle vittime. Entrambi avranno la possibilità di svolgere un periodo di stage presso la sede del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
Quando pensiamo alla violazioni dei diritti umani pensiamo ad atti che avvengono lontani da noi, in Paesi autoritari, nei confronti di minoranze più o meno perseguitate. Invece tra le violazioni dei diritti umani ci sono anche le violenze contro le donne come ha affermato chiaramente la Convenzione di Istanbul. Queste azioni di violenza avvengono anche all’interno delle nostre case e in ambienti che possono sembrare protetti. Secondo i dati ISTAT, negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia. Oltre cento donne in Italia vengono uccise ogni anno da un uomo, al quale sono legate spesso da un legame di tipo affettivo. In generale si conta una media di una vittima ogni tre giorni e circa 7 milioni di donne hanno subito un abuso durante la propria vita.
La cooperazione interparlamentare e l’impegno delle istituzioni è fondamentale  nel supportare i Paesi a fare meglio nella lotta contro la violenza alle donne, anche nelle condizioni difficili che vivono i rifugiati, nelle carceri e nella sensibilizzazione tra i detenuti.  Per questo a mio avviso ritengo sia importantissimo il lavoro che  possono svolgere le scuole e le università per la diffusione della conoscenza e della sensibilizzazione al contrasto alla violenza contro le donne, così come il lavoro di denuncia giornalistico. Per questa sinergia di intenti abbiamo accolto la proiezione di “Desdemona e le altre” ideato e curato per l’associazione  GIULIA da Gegia Celotti (del Coordinamento Lombardo dell’associazione e ora anche responsabile Cpo dell’Ordine della Lombardia) con la regia di Sergio Piccardi ,
qui maggiori informazioni.
 

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