La migliore risposta al ritorno alla sovranità  invocata da Trump e ai nazionalismi in fervore in diversi stati membri è la Convenzione dei diritti umani che è posta a tutela dei diritti di 820 milioni di persone. In questa direzione sono intervenuto alla conferenza organizzata dalla Associazione MondoDem del Partito Democratico. Dobbiamo continuare a impegnarci con determinazione per non consegnare alle future generazioni un mondo diviso tra muri e barricate in nome della sovranità nazionale. È importante continuare a coinvolgere le componenti filo europee anche di paesi con governi come quello polacco dove lo stato di diritto è messo in pericolo dalle riforme sulla magistratura, o come la Turchia che ha comunicato proprio oggi di voler fare un passo indietro rispetto alla Convenzione, dopo la consegna al sostenitore turco dell’indipendenza del sistema giudiziario Murat Arslan, detenuto dal 2016, del Premio dei diritti umani Václav Havel, che riconosce azioni eccezionali della società civile in difesa dei diritti umani Murat Arslan è un ex Relatore della Corte costituzionale turca e Presidente dell’ormai disciolta Associazione per l’unione dei giudici e dei pubblici ministeri (YARSAV). Occorre vigilanza ora più che mai affinché i paesi balcanici non diventino una zona dove esercitare giochi di forza tra le grandi potenze.  L’Italia in questo ha un ruolo fondamentale, nella tutela dei diritti civili e sociali, al fine di tessere la tela dei diritti umani, dei principi della democrazia, dello stato di diritto che si richiamano alla Convenzione.  Sul tema della corruzione si deve rafforzare la cooperazione internazionale ed è importante garantire la salvaguardia della libertà di stampa dei giornalisti: in questo senso non posso che ricordare ancora una volta la blogger maltese Daphne Caruana Galizia, e la doverosa tutela del loro lavoro di denuncia della corruzione.

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