La corruzione della classe politica può favorire il populismo. La lotta alla corruzione e il ripristino della fiducia dei cittadini nell’efficienza e nell’efficacia delle istituzioni democratiche devono essere priorità . Questa settimana durante il Forum Mondiale per la Democrazia a Strasburgo presso la sede del Consiglio d’Europa sono intervenuto al dibattito: Corruption and populism : can the International community help? Nel mio intervento, come moderatore del panel, ho ricordato che uno degli argomenti ricorrenti contro la democrazia rappresentativa è la corruzione di parlamentari e politici. Se non abbiamo politici corrotti non diamo argomenti ai populisti . E’ un tema che non riguarda solo il personale politico, ma anche le stesse istituzioni della democrazia rappresentativa. Se la corruzione rischia di alimentare il populismo a sua volta il populismo può usare la corruzione: finge di mettere al centro il sentire popolare ma in realtà vuole solo usarlo; e in questo tentativo può utilizzare i mezzi della corruzione per comprare voti, per comprare consenso e quindi far sentire il popolo protagonista senza esserlo. Nel mio rapporto sulla corruzione, approvato lo scorso giugno dall’Assemblea Parlamentare al Consiglio d’Europa, tra le  raccomandazioni ce ne è una in particolare diretta agli Stati e ai partiti perché la selezione della classe dirigente nelle democrazie sia fatta soprattutto dai partiti politici che devono assumersi la responsabilità di selezionare persone integre e senza ombre nel loro curriculum. Solo dalla collaborazione tra istituzioni e partiti può nascere una rinnovata credibilità, c’è in questa direzione una forte pressione da parte degli organismi internazionali, a partire dal Consiglio di Europa, sulle istituzioni politiche dei diversi Paesi per garantire i più elevati standard di integrità e trasparenza. Nel caso italiano grazie alla cooperazione con il Consiglio siamo stati in grado di adottare per la prima volta un codice di condotta alla Camera dei deputati e stiamo facendo lo stesso sforzo al Senato.  Nel rapporto è stato apprezzato lo sforzo italiano anche  dal punto di vista della legislazione, penso alla Legge Severino che contiene qualche aspetto che può essere migliorato però  che sta cominciando a funzionare. Vi sono dei miglioramenti anche riguardo alla possibilità di intervenire sui profili di tutto il personale di governo e di altre categorie dello Stato compresa la magistratura. E quindi qualche passo verso una maggiore trasparenza l’Italia lo può e lo deve fare. Da Strasburgo può partire una lotta agli impresentabili. L’Italia è in prima linea nella costruzione di una forte azione e cooperazione internazionale. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione Cantone ha accolto il nostro invito a creare un network internazionale delle autorità  anticorruzione e speriamo che sia l’Italia a guidare questo processo.

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