Approvato il testo delle modifiche al Codice Antimafia, relatore è Davide Mattiello, del Partito Democratico. Il testo, tra le altre cose, va a perfezionare quanto previsto per l’utilizzo dei beni confiscati ai mafiosi utilizzati a fini di sviluppo sociale ed economico.  Come ricorda la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, la confisca dei beni muove un patrimonio di almeno 25 miliardi di euro che spesso finisce inutilizzato. La riforma approvata in questo senso è unica in Europa. In particolare il nuovo Codice Antimafia prevede l’estensione delle misure di prevenzione personali e di natura patrimoniale come la confisca dei beni, oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti mafiosi anche a chi è accusato di terrorismo, stalking o di associazione a delinquere finalizzata a gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra i quali rientrano il peculato, la corruzione, anche in atti giudiziari e la concussione. I sequestri  diventano più efficaci : il sequestro di partecipazioni sociali si estende a tutti i beni aziendali. Si rafforza la confisca, che diviene obbligatoria per alcuni ecoreati e per autoriciclaggio. Non si potrà giustificare il possesso di beni acquisiti con denaro proveniente dall’evasione fiscale. Si va verso una maggiore trasparenza e lo stop alla parentopoli : il magistrato che si occupa del processo non potrà attribuire l’incarico di amministratore giudiziario delle imprese sottoposte a sequestro o confisca al proprio coniuge o a parenti e affini.

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