Oggi si è svolta a Roma la riunione della Delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, nella quale abbiamo discusso, in vista dei prossimi impegni istituzionali, delle principali questioni che interessano l’organizzazione.

In particolare, ci siamo confrontati sulle modifiche al Regolamento dell’Assemblea di Strasburgo adottate nel corso dell’ultima sessione (le trovate qui), che hanno introdotto un meccanismo di sfiducia nei confronti del Presidente e dei titolari delle cariche di vertice.

Per tutelare la credibilità dell’Assemblea, si è deciso di introdurre un meccanismo in virtù del quale, in casi eccezionali, il Presidente dell’Assemblea e/o i Presidenti delle Commissioni possono essere sfiduciati dall’Assemblea stessa attraverso la votazione di una mozione a maggioranza qualificata.

La necessità di disciplinare questo nuovo strumento è emersa anche a seguito delle ultime vicende che hanno interessato l’organizzazione, tra cui quella che ha coinvolto il Presidente Agramunt.

Abbiamo poi discusso dell’attività del neoistituito organismo di investigazione indipendente incaricato di indagare le accuse di corruzione all’interno del Consiglio d’Europa e di proporre miglioramenti agli strumenti regolamentari, ribadendo e condividendo la volontà di sostenere propositivamente tale attività.

Ci siamo infine confrontati sulla situazione della Russia, che nelle ultime settimane ha comunicato di voler ridurre i finanziamenti a sostegno delle attività del Consiglio d’Europa in seguito alle protratte sanzioni inflitte dall’Assemblea parlamentare contro il Paese a causa dell’annessione illegale della Crimea.

L’auspicio è che, da un lato, ci sia un confronto pacato, sereno e lungimirante sull’importanza del coinvolgimento della Russia, dall’altro lato, si apra un dibattito sul valore delle sanzioni, sui presupposti per adottarle e sulla necessità di uniformare il funzionamento dei diversi organi (Assemblea parlamentare, Consiglio dei ministri e CEDU) che oggi seguono logiche indipendenti e talvolta contrastanti.

Abbiamo discusso nuovamente della necessità di introdurre a livello nazionale un meccanismo parlamentare di monitoraggio dell’esecuzione delle sentenze CEDU e di controllo di conformità delle leggi alla normativa internazionale (tra cui la CEDU), auspicando che venga presto discussa la proposta di legge di cui sono primo firmatario finalizzata ad introdurre e disciplinare proprio questi aspetti (la trovate qui).

Abbiamo inoltre condiviso l’opportunità di introdurre alcune modifiche al Regolamento della Camera e del Senato volte a riconoscere più chiaramente la natura permanente e strutturale della Delegazione e ad uniformare alcune prassi, nonché a prevedere l’istituzione di un Codice di condotta a garanzia e tutela della trasparenza nell’esercizio dell’attività istituzionale.

Infine abbiamo commentato positivamente la recente sentenza della Corte di Cassazione (la trovate qui), che ha interpretato in maniera innovativa l’art. 318 del codice penale (corruzione per l’esercizio della funzione), stabilendo, tra le altre cose, che l’immunità parlamentare non può essere invocata nel caso in cui si configurino i presupposti del reato.

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