Nel corso della terza sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, si è discusso e votato il rapporto di cui sono stato relatore dal titolo “Promuovere l’integrità nella governance per affrontare il problema della corruzione politica”.

L’adozione del rapporto, votato quasi all’unanimità (1 astenuto e 1 contrario), rappresenta un importante riconoscimento del grande lavoro svolto, frutto del confronto con molti esponenti delle autorità nazionali anticorruzione e con diversi rappresentanti istituzionali e politici.

In fase di predisposizione, abbiamo cercato di adottare una prospettiva comparata, approfondendo in particolare alcune esperienze europee (Ucraina, Spagna, Olanda) e cercando di individuare le buone pratiche a livello internazionale.

Sono emerse numerose differenze e molteplici approcci, ma anche importanti elementi comuni. Soprattutto è emerso come la corruzione e le sue modalità di applicazione siano strettamente legate al contesto storico, politico, economico e culturale di riferimento, presupponendo quindi risposte differenti e modulate anche sulla base delle specifiche situazioni.

Il rapporto invita i Governi a promuovere l’integrità e la trasparenza a tutti i livelli della vita pubblica, in particolare adottando norme che favoriscano la trasparenza (attraverso dichiarazioni di interessi finanziari ed economici accessibili al pubblico) e assicurando che l’immunità parlamentare non protegga i membri del Parlamento dal perseguimento delle condotte corruttive.

E’ inoltre raccomandata l’istituzione di organismi indipendenti di supervisione e regolazione delle attività di lobby e la creazione di un network europeo delle autorità nazionali anti-corruzione.

E’ infine riconosciuto l’importante ruolo svolto dai media nella denuncia delle pratiche corruttive, motivo per il quale è necessario garantirne ed assicurarne la libertà, l’indipendenza e la responsabilità.

Combattere la corruzione e ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche deve quindi essere la priorità sia a livello nazionale che europeo.
La consapevolezza pubblica, le politiche anti-corruzione e i programmi educativi sono la chiave per proporre strategie di successo.

Qui trovate il comunicato stampa.

Qui trovate la risoluzione approvata.

Qui trovate il testo del mio intervento.

Qui trovate il video del dibattito.

 

Nel corso di questa Assemblea abbiamo anche discusso delle modalità di azione del neo istituito organismo esterno di investigazione, che ha il compito di indagare sulle accuse di corruzione rivolte ai membri del Consiglio d’Europa e di suggerire e raccomandare modifiche e miglioramenti degli strumenti interni all’Assemblea.
Abbiamo inoltre ratificato la nomina dei 3 componenti l’organo investigativo.

Nel mio intervento (lo trovate qui), ho apprezzato quanto è stato deciso ed ho ribadito come sia un atto doveroso da parte di tutti i componenti di questa Assemblea fornire il sostegno più forte al lavoro di questo organismo esterno di investigazione che non è dotato di poteri di indagine come la polizia o la magistratura, ma che deriva la sua forza dalla nostra decisione e dalla nostra collaborazione.

E’ un atto molto importante il nostro: la lotta alla corruzione è uno degli impegni più forti del Consiglio d’Europa e la nostra Assemblea deve essere al di sopra di ogni sospetto. Vogliamo lanciare una grande sfida alla società civile europea: fare della lotta alla corruzione un programma nelle scuole di tutti i nostri Paesi. E quindi sarebbe davvero poco credibile se la nostra Assemblea non fosse al di sopra di ogni sospetto.

Qui trovate tutte le informazioni.

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