Oggi si è svolto alla Camera un convegno dal titolo “Democrazia paritaria e sistemi elettorali”, organizzato dalla Delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, con l’obiettivo di promuovere una riflessione, sia in chiave nazionale che europea ed internazionale, sul ruolo dei sistemi elettorali nel favorire la partecipazione e la rappresentanza femminile in politica.
Riflessione particolarmente importante e rilevante anche ai fini della discussione sulla legge elettorale.

L’iniziativa si inserisce in un momento della vita parlamentare molto importante e delicato, caratterizzato dal dibattito sulla legge elettorale dopo le due sentenze della Consulta, che hanno dichiarato incostituzionali alcuni profili dell’Italicum (per la Camera) e del Porcellum (per il Senato).

Dall’incontro è emerso come il nostro Paese, per quanto riguarda la rappresentanza femminile in Parlamento, sia in linea con la media europea.
Le componenti della Camera dei deputati rappresentano il 30% e quelle del Senato il 28%. Tali percentuali, più che raddoppiate rispetto a cinque anni fa, sono dovute principalmente alle novità introdotte in seno ai partiti politici che si sono dimostrati più sensibili rispetto al passato.

E’ stata un’occasione molto importante di confronto anche grazie al contributo di alcuni esperti nazionali ed europei che sono intervenuti in qualità di relatori.
Il punto di vista dell’OSCE ODIHR, ad esempio, ci ha permesso di allargare gli orizzonti, di affrontare la questione con una prospettiva comparata e sovranazionale e di confrontarci con i migliori standard internazionali.

Dai diversi interventi, è inoltre emerso come l’introduzione delle quote di genere nei sistemi elettorali sia auspicabile e possa certamente contribuire a favorire la rappresentanza femminile in politica. Tale strumento, per manifestare adeguatamente i suoi effetti, deve però essere accompagnato da interventi complementari di natura culturale e sociale e da una forte, coerente e conforme azione da parte dei partiti politici.

Il principio che stabilisce condizioni di eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive e la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini è previsto in Costituzione.
E a livello legislativo, in questi ultimi anni, sono stati fatti notevoli passi avanti. Basti pensare alle novità introdotte dall’Italicum sulla doppia preferenza di genere e sui capilista bloccati o le innovazioni introdotte a livello regionale e comunale per promuovere il riequilibrio della rappresentanza di genere.

L’auspicio è che il tema della democrazia paritaria nel sistema elettorale possa essere un coagulo tra le diverse forze politiche, in grado di raccogliere un consenso trasversale. E che anche in Provincia di Trento il disegno di legge sulla doppia preferenza di genere proposto dal PD possa venire approvato adeguando così anche su questo punto la nostra realtà ai migliori standard europei.

Qui trovate un articolo apparso su Il Messaggero.it.

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