Oggi si è svolto a Cles un incontro dal titolo “Terrorismo e nuovi equilibri mondiali: opportunità, sfide e prospettive”, organizzato dal Comune di Cles, in collaborazione con la Cassa Rurale di Tuenno Val di Non.

Durante l’incontro ci siamo confrontati sui rapporti internazionali e la loro evoluzione, sugli equilibri di potenza, sulla minaccia terroristica, le sue connotazioni e i suoi sviluppi, sul ruolo delle organizzazioni internazionali e dell’Europa e sull’evoluzione del fenomeno migratorio.

Nel mio intervento ho sottolineato come il mondo, negli ultimi 20 anni, sia profondamente cambiato, passando da una logica bipolare ad una multilaterale basata sugli equilibri garantiti dalle potenze regionali. Stiamo attraversando una fase di grandi mutamenti, dove le interdipendenze e le connessioni tra i diversi Stati sono sempre più forti. E nonostante questo stiamo assistendo a fenomeni di chiusura e di ripiegamento nazionalistico. In una fase in cui avremmo bisogno di più integrazione e di un più forte ruolo delle organizzazioni internazionali, si sta verificando un indebolimento dell’Europa e della dimensione sovranazionale.

Per poter esercitare un ruolo rilevante in questo nuovo scenario e per garantire pace, sicurezza e protezione sociale alle nostre popolazioni, dobbiamo invertire questa tendenza, rilanciando con forza i meccanismi di cooperazione e solidarietà e riformando il sistema istituzionale e le politiche pubbliche europee in un’ottica di maggiore integrazione.

Dobbiamo infine affrontare più efficacemente il fenomeno migratorio, rafforzando e rilanciando la cooperazione sovranazionale, la solidarietà e il mutuo riconoscimento a livello europeo, considerandone la natura strutturale e valutandone le dinamiche demografiche, secondo le quali l’Europa, per poter mantenere lo standard e i servizi attuali, avrà sempre più bisogno di integrare nuovi cittadini nel suo tessuto sociale ed economico.

Parallelamente dobbiamo migliorare le politiche nazionali di accoglienza dei rifugiati, rafforzando le misure di rimpatrio per chi invece non ha diritto ad una protezione internazionale, in un’ottica di una più forte solidarietà europea.

In conclusione ho ribadito come sia necessario recuperare lo spirito identitario e i principi alla base dell’Europa, che si caratterizza per il rispetto dei diritti umani e delle differenze, per l’accoglienza, per la libertà di espressione e per la salvaguardia dei diritti delle donne, per la democrazia e lo stato di diritto. Quando si parla di Europa e dell’appartenenza ad essa, bisogna quindi considerare anche e soprattutto questi aspetti e non solamente la dimensione strategica o economica.

Qui trovate un articolo pubblicato lunedì sul quotidiano l’Adige.

Qui trovate un articolo pubblicato giovedì sul quotidiano Trentino.

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