Oggi sono intervenuto in Aula a nome del Partito Democratico, in occasione delle dichiarazioni di voto, sulla proposta di legge costituzionale recante “Modifiche allo statuto speciale per il Trentino Alto-Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della Provincia di Bolzano”.

 

Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, penso che questa discussione e, soprattutto, le affermazioni dei diversi gruppi politici relative al voto finale abbiano dimostrato quella che è la sostanza di questo provvedimento, cioè lo sforzo di superare alcune disuguaglianze e discriminazioni che erano presenti nei confronti del gruppo linguistico ladino. Mi ha fatto piacere che l’abbia riconosciuto il collega Kronbichler, assieme a tutti gli elementi di criticità che sono stati anche segnalati. Questo è esattamente quello che ci proponiamo di fare: valorizzare al meglio i diritti di tutti e, in particolare, i diritti delle minoranze.

Molto resta da fare. Nessuno si proponeva di dare nuovi e più avanzati equilibri a quel complesso rapporto tra minoranze che esiste nella regione Trentino Alto Adige. Ha fatto bene la collega Biancofiore a richiamare la situazione della comunità italiana. Nessuno lo nega. Qui noi ci siamo limitati a una considerazione relativa al gruppo ladino. Mi fa piacere che lo abbiano detto il collega Alfreider, il collega Fraccaro e altri: certamente la questione ladina non si esaurisce nel gruppo presente in provincia di Bolzano e in quello presente in provincia di Trento, ma c’è anche il bellunese. Io mi auguro che quest’Aula e il Governo possano affrontare la questione ladina nel suo complesso con più avanzati provvedimenti legislativi, ma il metodo della valorizzazione delle minoranze, il metodo della tutela dei diritti, il metodo dell’autonomia sono il metodo della gradualità, il metodo dei piccoli passi: questa è stata la storia di successo delle nostre autonomie.

Proprio parlando dell’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige mi stupisco che qualcuno la possa mettere in discussione: un’autonomia speciale che trova il suo fondamento in accordi internazionali e che è considerata un modello a livello europeo, che molti ci invidiano e che può essere anche utile per realizzare forme di convivenza e di tutela in altri Paesi che purtroppo conoscono ancora tensioni. È chiaro che quando si tutelano i diritti dell’uno bisogna stare attenti ai diritti dell’altro ma la prima considerazione importante è che non stiamo solo tutelando diritti di persone e qui, quando parliamo di diritti di una minoranza, parliamo di diritti umani in generale, parliamo dei diritti di tutti perché c’è un interesse collettivo, un interesse generale ad avere una società plurale, ricca di identità, di lingue e di culture diverse.

Sono state sollevate preoccupazioni riguardo soprattutto alla legge elettorale ma, in materia di legge elettorale, ogni qual volta dobbiamo tutelare i diritti dei gruppi più deboli, cosa facciamo quando interveniamo con il meccanismo delle quote se non cercare di realizzare l’obiettivo che è il principio della nostra Costituzione dell’uguaglianza sostanziale di dare a tutti pari opportunità di essere rappresentati ? E in questo senso la nostra Costituzione e le nostre leggi elettorali prevedono la possibilità di intervenire attivamente e non semplicemente di fotografare l’esistente ma di intervenire attivamente per tutelare le posizioni dei gruppi più deboli.

Ancora c’è un elemento fondamentale che è stato ricordato. Noi vogliamo intervenire a tutela delle minoranze non come oggetto della nostra azione politica ma riconoscendo la loro soggettività. Per noi minoranza vuol dire il riconoscimento dell’autonomia, rendere le comunità protagoniste e non a caso questo provvedimento di legge va a incidere sulla rappresentanza e sulla possibilità di partecipare al governo delle comunità. Questo è l’elemento cruciale non solo considerare oggetto di cura ma considerare soggetto positivo.

Concludo dicendo che sono anch’io soddisfatto del riconoscimento importante non solo della provincia di Bolzano ma anche di alcune previsioni relative alla provincia di Trento, al gruppo dei mocheni e cimbri, al Comun General de Fascia, che sono elementi importanti della nostra vita. C’è un elemento che va ricordato – concludo – tutte le misure a protezione devono essere accompagnate da assunzioni di responsabilità. Guai se gli individui, guai se le comunità che sono protette non fanno il massimo per dare il meglio di sé alla loro comunità e all’intera comunità da cui sono protette: è una sfida, non si tratta solo di avere un posto garantito. Si tratta di saper esprimere al meglio con gli strumenti della cultura contemporanea nella società globale le diverse identità e qui c’è un forte appello alla qualità della proposta politica, alla qualità delle classi dirigenti di queste comunità a cui bisogna porre attenzione e per questo annuncio il voto favorevole del partito Democratico.

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