Oggi si è svolta a Roma la riunione della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in vista della sessione plenaria della settimana prossima a Strasburgo.

Nel corso dell’incontro abbiamo discusso dei principali temi in agenda, con l’obiettivo di approfondirne i contenuti e di confrontarci sulle diverse istanze, anche ai fini di condividere come Delegazione italiana, al di là delle differenti e legittime sensibilità politiche, alcune posizioni comuni.

 

La questione turca

Tra le questioni più urgenti, vi è la situazione in Turchia, sia per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto che per quanto attiene al funzionamento delle istituzioni democratiche.

Dopo il colpo di stato del 15 luglio scorso, il Governo turco ha sospeso l’applicazione della Carta europea dei diritti dell’uomo e ha adottato una serie di misure restrittive in tema di libertà di espressione e di stampa. Ha abolito l’immunità parlamentare e operato numerosi arresti.
In queste settimane è inoltre in discussione una riforma costituzionale che intende trasformare la Turchia in un sistema presidenziale.

Queste misure hanno suscitato grande preoccupazione per quanto riguarda un effettivo rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto in Turchia. Il Consiglio d’Europa ha espresso la sua solidarietà nei confronti del Paese e della popolazione che continua ad essere sottoposta ad attacchi terroristici, ma al tempo stesso ha rilevato come la reazione del Governo sia sproporzionata e, in particolare, ha sottolineato la necessità di non procedere ad arresti arbitrari di cittadini e di parlamentari.

Inoltre ha inviato alcuni parlamentari in missione per monitorare l’evolversi della situazione. Anche l’Assemblea parlamentare sta esercitando una pressione significativa per il rispetto delle libertà fondamentali.

 

I rapporti con la Russia

Abbiamo inoltre discusso dei rapporti tra il Consiglio d’Europa e la Russia e delle recenti notizie secondo le quali alcuni esponenti ucraini stanno lavorando ad un disgelo delle relazioni tra i due Paesi.

Per quanto attiene ai rapporti tra la Russia e l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il Paese ha deciso di non presentare le credenziali e di non partecipare ai lavori del 2017, confermando in tal modo la scelta dell’anno scorso.

Credo che questa decisione rappresenti un rilevante problema, non solo per il Consiglio d’Europa, ma per tutti i Paesi impegnati nella promozione e nel rispetto della democrazia e dei diritti umani (che globalmente sono più garantiti e monitorati se la Russia è parte a tutti gli effetti dell’organizzazione).

Senza dimenticare che a livello governativo, sia in ambito sovranazionale che nazionale, sono in atto da parte di alcuni dei principali attori, tra cui il neo Presidente Trump, tentativi di reintegrare la Russia nei fori multilaterali più significativi.
Per questi motivi, ritengo indispensabile proseguire e migliorare il dialogo con le autorità russe per superare le contrapposizioni, per favorire la loro effettiva partecipazione anche alla dimensione parlamentare europea e per garantire il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto.

 

Le prossime iniziative

Infine abbiamo parlato delle prossime iniziative della Delegazione, che è impegnata, oltre che sui principali dossier di politica internazionale, nella lotta alla corruzione, nella promozione di una democrazia paritaria, nelle politiche contro l’odio e la violenza sulle donne e nella promozione di politiche migratorie che rispettino i diritti delle persone.

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