Oggi è stato pubblicato il quarto rapporto di valutazione sulle misure di prevenzione della corruzione nei confronti di politici e magistrati, elaborato dal GRECO (Gruppo europeo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa).

L’organismo europeo ha richiamato l’Italia sostenendo che le misure relative alla prevenzione del conflitto di interessi sono molto complesse e non sufficientemente efficaci. E’ riconosciuto l’importante ruolo dell’ANAC, ma gli strumenti previsti dalla legislazione non sono ritenuti completamente idonei a garantire l’effettivo controllo del fenomeno.

Il GRECO afferma infine che le norme relative all’incandidabilità e all’ineleggibilità, anche in relazione a specifiche professioni, tra cui quella di magistrato, dovrebbero essere più chiare. Anche per garantire la credibilità del sistema e l’effettiva separazione dei poteri. La lotta alla corruzione richiede tempo e molteplici interventi, sia in ambito legislativo che culturale e sociale. E l’appartenenza agli organismi internazionali come il GRECO può e deve essere uno stimolo per uniformarsi ai migliori standard e per rafforzare gli strumenti nazionali, tenendo però presente che ogni realtà ha caratteristiche diverse che richiedono azioni specifiche.

Qui trovate il comunicato stampa del GRECO.

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