Questa settimana si è svolta a Strasburgo la sessione invernale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.
Si è trattato di un momento molto significativo, delicato ed importante, anche alla luce dei principali eventi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi (dall’evoluzione della situazione in Turchia, ai rapporti con la Russia, dalla gestione del fenomeno migratorio, alla minaccia terroristica, dai conflitti in Medioriente ai nuovi equilibri geopolitici).

 

L’intervento sul futuro del Consiglio d’Europa

All’inizio della sessione sono intervenuto per presentare il rapporto relativo alle attività degli ultimi mesi e per illustrare le sfide, le prospettive e le questioni politicamente più significative che il Consiglio d’Europa dovrà affrontare nel prossimo periodo.

Ho parlato, in particolare, della situazione in Turchia, esprimendo solidarietà per i continui attacchi terroristici di cui il popolo turco è vittima, una chiara condanna di ogni uso della violenza e preoccupazione per la tutela dei diritti umani e la difesa dello stato di diritto; delle prospettive di sviluppo e rafforzamento del Consiglio d’Europa, sottolineando come ci sia bisogno di un nuovo protagonismo di fronte alla debolezza delle altre istituzioni europee e di un terreno comune di diritti, legalità e democrazia; della situazione russa, la cui delegazione ha deciso di non presentare le credenziali di partecipazione ai lavori della nostra Assemblea. Il nostro sforzo deve essere quello di rafforzare il dialogo con il Paese per migliorare la cooperazione e il rispetto delle norme CEDU e garantire una migliore difesa dei diritti delle persone.

Qui trovate il testo del mio intervento.

 

La situazione in Turchia

La situazione in Turchia continua a destare preoccupazione, soprattutto in virtù dei provvedimenti che il Governo sta adottando per far fronte alla situazione di instabilità e alle reiterate minacce terroristiche. Basti pensare agli arresti arbitrari o all’abolizione dell’immunità parlamentare.

La Commissione monitoraggio ha innanzitutto espresso dispiacere per la mancata approvazione da parte dell’Assemblea (erano necessari i 2/3 dei voti) di un dibattito urgente sulla situazione dei diritti umani in Turchia, che è stato sostenuto dal 60% dei parlamentari e che si sarebbe dovuto svolgere nel corso di questa sessione.

La stessa Commissione ha pertanto richiesto che un dibattito sui recenti sviluppi della situazione turca sia calendarizzato nella sessione di aprile, per continuare a promuovere il dialogo tra il Consiglio d’Europa e la Turchia, per rafforzare la sua stabilità e la sua sicurezza e per garantire il necessario rispetto della democrazia e dello stato di diritto.

Nel corso delle riunioni delle commissioni abbiamo discusso in particolare della proposta di riforma costituzionale – che dovrebbe essere sottoposta a referendum nel mese di aprile – volta a rafforzare i poteri del Presidente e a trasformare la Turchia in un sistema presidenziale.

Su questo punto, abbiamo espresso, da un lato, grande rispetto per lo strumento referendario e per la possibilità del popolo turco di esprimersi sul proprio futuro, ma dall’altro lato, grande preoccupazione circa l’opportunità di tenere un referendum in una situazione di stato di emergenza, anche in virtù del fatto che il dibattito parlamentare è stato troppo scarso (6 settimane) e caratterizzato da notevoli tensioni.

La riforma attribuisce un grande potere al Presidente, riducendo le attribuzioni del Parlamento e i suoi strumenti di controllo.
La nostra preoccupazione è che sia garantita l’effettiva separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura, requisiti indispensabili per la democraticità di un Paese.

Per questi motivi abbiamo chiesto alla Commissione di Venezia di esprimersi sui contenuti della riforma e alle autorità turche di coinvolgere maggiormente i cittadini, di alimentare e favorire il dibattito e di garantire la libertà di espressione e di stampa.

Abbiamo infine condannato le politiche tese a ridurre le libertà fondamentali, l’abolizione dell’immunità parlamentare, gli arresti arbitrari e le politiche di epurazione messe in atto dopo il colpo di stato dello scorso 15 luglio, invitando la Turchia ad uniformarsi agli standard del Consiglio d’Europa.

Qui trovate il comunicato in inglese della Commissione monitoraggio.

 

La corruzione

Alla luce delle recenti notizie relative alla corruzione e al conflitto di interessi di cui sono accusati alcuni membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, come gruppo socialista abbiamo espresso grande preoccupazione, in quanto le accuse apparse sui media, se confermate, minano profondamente l’integrità e la credibilità dell’organizzazione.

A questo proposito, abbiamo sollecitato l’Assemblea a condannare ogni forma di corruzione e di conflitto di interessi e a presentare fin da subito, in collaborazione con il GRECO (Gruppo europeo di Stati contro la corruzione), alcune proposte per prevenire e contrastare più efficacemente tali fenomeni, migliorando l’applicazione degli strumenti esistenti.

Abbiamo inoltre chiesto di avviare indagini indipendenti sulle accuse sollevate, di adottare un Codice etico all’interno di ogni gruppo e di istituire un organismo indipendente che abbia il compito di valutare i casi di presunta corruzione e di proporre azioni di contrasto ai diversi gruppi politici.

Qui trovate il comunicato stampa in inglese

 

La libertà di stampa in Europa

Tra i temi affrontati durante la sessione, uno dei più rilevanti è stato certamente quello sulla libertà di stampa.
In particolare, abbiamo discusso delle azioni volte a prevenire i discorsi d’odio in rete e del rapporto tra libertà, sicurezza e credibilità dell’informazione.

Il nostro impegno deve essere quello di garantire e favorire la libertà di espressione, la pluralità di pensiero e la diffusione delle informazioni, che rappresentano i cardini della democrazia e dello stato di diritto.

Dall’altro lato, dobbiamo però adottare strumenti di regolamentazione che tutelino la vita, la dignità e i diritti delle persone e promuovere politiche volte a prevenire campagne d’odio e discriminazioni, che sulla rete trovano spesso un terreno fertile.

L’Assemblea parlamentare è molto impegnata su questi temi, sia attraverso azioni di prevenzione e monitoraggio sia attraverso la promozione di campagne e politiche contro l’odio. Tra le iniziative adottate, vi è ad esempio l’istituzione di un’alleanza di parlamentari contro i discorsi d’odio in rete.

 

Le politiche migratorie

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dopo un lungo dibattito, ha votato un controverso rapporto dal titolo “La necessità di riforma delle politiche migratorie europee”.

Come gruppo socialista abbiamo dapprima lavorato all’interno della Commissione migrazioni affinché essa approvasse i nostri emendamenti. In realtà, la maggior parte di essi sono stati respinti, ma siamo fortunatamente riusciti a far approvare quello che contrastava l’affermazione per cui i migranti sono potenziali terroristi.

Siamo poi intervenuti in Assemblea affinché la proposta di organizzare degli hotspots fuori dall’Europa fosse sostituita da una proposta volta ad organizzare procedure di riconoscimento più sicure.
Riteniamo infatti che sia questo il modo attraverso il quale proteggere le libertà e i diritti dei richiedenti asilo e favorire la possibilità di istituire vie legali di accesso all’Europa.

Abbiamo infine espresso grande rammarico per l’interpretazione che il rapporto offre delle disposizioni legali della Convenzione di Ginevra del 1951, in quanto tale Convenzione è uno dei pochi strumenti internazionali vincolanti che tutela i diritti umani dei migranti.

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