Oggi si è svolto alla Camera il convegno dal titolo “Safe from fear, safe from violence”, promosso e organizzato dalla Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni, il mondo accademico e gli studenti su una problematica ancora così drammaticamente attuale e diffusa come la violenza contro le donne e la violenza domestica.

E’ stata un’importante occasione anche per promuovere una riflessione sulla Convenzione di Istanbul, ratificata all’unanimità dal nostro parlamento nel 2013, sulla sua importanza e su come poterne migliorare l’attuazione.

Nel corso dell’evento abbiamo infine promosso la seconda edizione del Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne che organizziamo in collaborazione con il Ministero degli esteri, la Presidenza del Consiglio, la CRUI e il Consiglio d’Europa. L’obiettivo è quello di favorire la sensibilizzazione, gli studi e le ricerche sul tema coinvolgendo direttamente studenti universitari e mondo accademico.

Nel mio intervento ho sottolineato come l’aspetto più rilevante della Convenzione di Istanbul sia l’aver riconosciuto la violenza contro le donne, fenomeno antichissimo, diffuso e spesso socialmente accettato, come una violazione dei diritti umani, ovvero un crimine contro l’umanità.

Nonostante la presa di coscienza dei Governi e dei legislatori nazionali, dimostrata anche dalla firma e dalla ratifica della Convenzione di Istanbul, la maggior parte delle donne che subiscono violenza ancora oggi non denuncia i propri aggressori, in quanto teme ritorsioni personali (anche a causa della dimensione soprattutto domestica del fenomeno) ed emarginazione sociale. Spesso, infatti, una donna che subisce violenza viene colpevolizzata.

Per questo sono fondamentali azioni di educazione, formazione e prevenzione che contribuiscano ad alimentare una coscienza collettiva. Su questi punti, anche grazie alla creazione di un network con le università, gli studenti e il mondo accademico, stiamo cercando di dare il nostro contributo.

Qui trovate un breve video dell’evento.

Qui trovate un articolo pubblicato sul quotidiano Avvenire.

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