Oggi ho partecipato a Milano, all’Università San Raffaele, ad un interessante dibattito sulla riforma costituzionale, al quale hanno preso parte anche la Prof.ssa Marilisa D’Amico, la Prof.ssa Roberta De Monticelli e il Prof. Gustavo Zagrebelsky.

E’ stato un importante momento di confronto e di discussione con centinaia di studenti sulle novità introdotte dalla riforma, sulla sua portata e sul suo significato storico, politico e istituzionale.

Oltre che sui contenuti, i limiti e le virtù del testo, ci siamo confrontati sull’opportunità politica di presentare una riforma di questa portata in questa legislatura, anche sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità di alcuni profili della legge elettorale cosiddetta Porcellum.

A questo proposito, c’era chi sosteneva l’illegittimità di questo Governo e di questo Parlamento a proporre e a votare una legge di riforma costituzionale.
Nel mio intervento, sebbene abbia riconosciuto questo argomento come meritevole di attenzione, ho ricordato come, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale (che peraltro ha valore successivo alla sua pronuncia), sia il Presidente Napolitano che il Presidente Mattarella abbiano deciso di non sciogliere le Camere, ma di dare esplicito mandato al Governo di riformare le istituzioni. Con questo impegno la legislatura è proseguita e con questo impegno il Presidente Napolitano ha accettato il suo secondo mandato.

Inoltre, proprio alla luce della natura particolare di questa legislatura, sia il Presidente Letta che il Presidente Renzi hanno deciso che, a prescindere dalla maggioranza parlamentare con cui questa riforma fosse stata approvata, essa sarebbe stata comunque sottoposta al voto popolare, al quale i cittadini, nella loro veste di costituenti, sono chiamati il prossimo 4 dicembre.

Insomma, sia il percorso della riforma che la natura della legislatura sono caratterizzati da profili di complessità, ma l’elemento importante è che finalmente, dopo moltissimi anni e diversi tentativi, abbiamo l’opportunità di superare alcune anomalie e di riformare il nostro sistema istituzionale per renderlo più moderno, efficace, democratico ed europeo. Su questo ci dobbiamo confrontare e su questo dobbiamo votare al referendum.

Qui trovate i dettagli sull’evento e il video integrale.

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