La Camera ha approvato in prima lettura la delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali. Si tratta di un provvedimento collegato alla legge di stabilità 2016 che avvia un intervento strutturale di contrasto alla povertà, con risorse la cui entità non è mai stata stanziata a tale scopo. E’ la prima volta infatti che in un piano di lotta alla povertà c’è un capitolo di spesa permanente nel bilancio dello Stato che prevede per il momento un miliardo di Euro ogni anno.

Molte sono le novità e gli interventi organici introdotti, basti pensare al Piano nazionale triennale per la lotta alla povertà e all’esclusione o al riordino dei trattamenti, ma l’elemento più importante e innovativo è indubbiamente il reddito di inclusione di contrasto alla povertà assoluta, misura già presente in altri Paesi europei basata sia su un sostegno economico che sull’azione della rete dei servizi sociali. Si tratta di uno strumento che ha carattere universale ed è condizionato alla prova dei mezzi (ISEE ecc.), nonché all’adesione ad un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Non si tratta di una misura assistenzialistica, infatti richiede da parte del nucleo familiare che riceve il sostegno finanziario un impegno a mandare i figli a scuola e/o a cercare un lavoro.

Sono quindi misure concrete per ridurre le disuguaglianze che intendono contribuire alla costruzione di un sistema di welfare più moderno, sostenibile ed europeo, nel quale le persone che restano indietro vanno sostenute con politiche che favoriscano il loro reinserimento attivo nella vita sociale e lavorativa della comunità. L’obiettivo è stato quello di creare dei meccanismi strutturali di contrasto alla povertà e al disagio sociale che vanno ad aggiungersi ad altri provvedimenti approvati da questo Governo e da questa maggioranza (la legge sul dopo di noi, la riforma del terzo settore, la riforma del mercato del lavoro, la legge sugli sprechi alimentari ecc.). Un ulteriore contributo alla valorizzazione delle persone e alla lotta alle disuguaglianze.

Qui trovate l’iter di approvazione.

Qui trovate un interessante dossier che ne delinea i principali contenuti.

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