Oggi alla Camera c’è stata una conferenza stampa di presentazione del rapporto “La mappa dell’intolleranza” promossa dall’Alleanza parlamentare contro l’odio del Consiglio d’Europa e dalla neo-costituita Commissione parlamentare presieduta dalla Presidente Boldrini, in collaborazione con alcune associazioni del territorio, tra cui VOX (Osservatorio italiano dei diritti). E’ stato un incontro molto interessante nel quale è stato inquadrato il fenomeno dell’intolleranza e dell’odio nel nostro Paese, analizzando le modalità attraverso le quali si manifesta, il ruolo della rete e dei social-network e le possibili azioni di contrasto.

Si tratta di un fenomeno purtroppo molto presente. Sono stati infatti riscontrati sentimenti antisemiti, razzisti, islamofobi e omofobi e moltissimi episodi di violenza contro le donne e violenza domestica (quest’ultima risulta la forma di odio e discriminazione più presente nel nostro Paese). Per quanto riguarda l’antisemitismo, ad esempio, nel 2015 in Italia si sono verificati 90 episodi discriminatori, il 20% delle persone ha pregiudizi sugli ebrei (in Francia e Regno Unito sono 7 persone su 100), sono stati aperti 156 nuovi profili antisemiti su Facebook e sono stati pubblicati 22 volumi con contenuti antisemiti. Insomma, dal rapporto emerge che gli italiani sono tra i più antisemiti d’Europa. Dallo studio emerge inoltre come l’antisemitismo sia una sentinella per il rafforzarsi anche di altri sentimenti di intolleranza, tra cui il razzismo verso altre parti della società (se aumenta l’antisemitismo, aumenta anche il razzismo). Il pregiudizio contro gli ebrei, tra l’altro, è atavico dell’umanità ed è un tema che spesso unisce anziché dividere. Inoltre, in Italia, non è un prodotto di esportazione, bensì un sentimento nato all’interno dello Stato che ne ha caratterizzato parte della storia recente.

Difronte a questo scenario è importante rafforzare e migliorare gli strumenti di contrasto alle intolleranze. L’istituzione all’interno della Camera di un’alleanza parlamentare contro l’odio è un passo molto importante in questa direzione. Il nostro sforzo deve pertanto continuare ed essere orientato ad implementare i migliori standard internazionali, a creare meccanismi di condivisone e solidarietà all’interno dei Parlamenti, tra le forze politiche e tra i diversi Paesi e a proporre più efficaci politiche di integrazione. Dobbiamo infine promuovere e favorire iniziative sul piano culturale affrontando il tema della responsabilità delle parole, richiamando i principi del rispetto, della tolleranza e dell’inclusione sociale alla base della nostra storia, delle nostre Costituzioni e delle Convenzioni internazionali e condannando con forza le posizioni discriminatorie di alcune parti della società e di qualche forza politica.

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