Sono intervenuto in Aula a Strasburgo in occasione del dibattito sul rapporto relativo alle attività del Bureau dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa

 

Grazie Presidente,

Grazie al nostro collega che ci ha presentato il rapporto, così ricco. Il rapporto è un momento in cui l’Assemblea riflette sulle cose che ha fatto nell’ultimo periodo, ma anche sulle cose che sono avvenute. E anche io voglio salutare la nostra collega SAVCHENKO che è finalmente qui in Assemblea. È per tutti noi un motivo di gioia e di speranza quando dei prigionieri vengono liberati. La sua liberazione è stata importante, ma anche quella di altri prigionieri politici in Azerbaigian. È un segno di speranza sia per la libertà delle persone – e questo ci spinge a fare ancora di più per i tanti prigionieri politici che continuano a essere rinchiusi – sia per il dialogo che si può aprire tra i paesi attraverso questi gesti. Ho apprezzato le parole della collega SAVCHENKO: “sono qui per lavorare per la pace e per la riconciliazione”. Questo non cancella le sofferenze, non cancella le ingiustizie che noi continuamente dobbiamo denunciare. Ma noi dobbiamo ostinatamente guardare alla pace e alla riconciliazione come al mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli.

La settimana scorsa purtroppo è stata funestata dall’assassinio della parlamentare inglese Jo Cox, impegnata nella difesa dei più deboli, e la reazione che tanta parte del mondo ha avuto è stata quella di ribadire che noi dobbiamo combattere l’odio con l’amore. Questo è l’impegno che noi dobbiamo solennemente prendere per onorare gli ideali in cui Jo Cox ha creduto e per aiutare i suoi figli, che una violenza assassina ha voluto privare della loro madre. Il modo migliore per sostenere questi bambini è costruire un mondo in cui l’odio non ha spazio. Per questo noi dobbiamo combattere non solo per la libertà, ma anche per l’unità del nostro continente e per una maggiore giustizia sociale. Nel rapporto che ci è stato presentato, tanti sono i richiami, dai Panama Papers ad altro, a più giustizia sociale. Anche la piaga delle migrazioni ci richiama a più solidarietà.

Io penso che il nostro impegno sia proprio quello di coniugare libertà, unità dell’Europa e solidarietà per proseguire nel nostro lavoro.

Grazie.

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