Le principali tematiche discusse durante la IV sessione plenaria 2014 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (29.09 – 03.10)

 

IL DIBATTITO SULLA CRISI IN UCRAINA

Al pari di quanto avvenuto nelle tre precedenti sessioni di quest’anno, in Assemblea parlamentare abbiamo dibattuto della situazione sull’Ucraina. Questa volta, però, a differenza delle altre, il dibattito è stato in modalità ‘current affairs’, ovvero senza un relatore designato, e senza risoluzioni o raccomandazioni da discutere ed approvare.

L’auspicio condiviso è stato quello di un cessate il fuoco permanente e durevole, accompagnato da un ritiro incondizionato e completo delle truppe straniere dal Paese e dal ripristino della sovranità territoriale dell’Ucraina, esortando alla prosecuzione del dialogo tra la stessa Ucraina e la Russia. È emersa inoltre l’esigenza di proseguire le riforme, nonché di compiere adeguate indagini sui crimini sinora perpetrati e di affrontare la situazione umanitaria, definita ‘sull’orlo della catastrofe’.

L’attenzione dell’Assemblea si è poi focalizzata sulla tragica situazione dei rifugiati e degli sfollati e sulle riscontrate restrizioni alla libertà di stampa. A tal proposito sono stati condivisi, quali priorità assolute, lo stop al conflitto in corso e la necessità di compiere delle indagini atte a contrastare l’impunità in relazione alle numerose violazioni di diritti umani compiute da entrambi le parti.
Nonostante il dibattito sia stato caratterizzato dalla presenza di posizioni piuttosto differenziate e dalla parallela assenza di un punto di vista unico e largamente condiviso sul conflitto, sulle sue cause e sulle sue possibili conseguenze, molti sono stati gli appelli ad un dialogo politico ad ampio raggio e ad un’immediata assistenza internazionale ai profughi ed agli sfollati.

Infine, degno di nota è stato il ‘dibattito nel dibattito’ sviluppatosi in seno alla stessa delegazione ucraina. Da un lato, la maggioranza degli interventi apertamente schierati a sostegno dell’azione del Governo ucraino, dall’altro lato, qualche intervento di censura sulla situazione attuale nel Paese e sulla gestione della stessa da parte del Governo di Kiev.

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa tornerà ad occuparsi di Ucraina nella prossima sessione plenaria del gennaio 2015, allorché si tratterà di valutare le credenziali della Delegazione parlamentare russa, ed in particolare di rivedere o meno la decisione dell’aprile scorso sulla sospensione dei diritti di voto della stessa.

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IL DIBATTITO SULLA QUALITA’ DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’

La Delegazione italiana, durante questa sessione plenaria, è stata impegnata nella discussione sul rapporto ‘Buona governance e migliore qualità dell’istruzione’ presentato dal senatore Paolo Corsini. Esso impegna gli Stati a promuovere politiche scolastiche che lottino contro l’esclusione, che promuovano l’uguaglianza dei sessi, che facciano della scuola uno spazio di convivenza civile, un ambito dove si rispetta la libertà di pensiero e di coscienza e dove siano favoriti l’apertura verso l’altro e lo spirito critico.

Sulla base di quanto contenuto nel rapporto, le nuove politiche dovranno assicurare stipendi adeguati agli insegnanti in modo da rendere la professione più attrattiva, dovranno prevedere un tutoraggio dei docenti affinché possano assumere le migliori pratiche di insegnamento. Dovranno inoltre essere adottate procedure per valutare la qualità dell’insegnamento e dovrà essere prestata particolare attenzione alla corruzione in ambito scolastico.

Grazie all’approvazione di questo rapporto e partendo dall’assunto che la scuola europea non sia all’altezza delle sfide poste dalla crisi economica, dalla disoccupazione, dall’immigrazione e dal razzismo crescente, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa chiede pertanto un cambiamento nelle politiche scolastiche e la previsione di maggiori risorse e qualità.

IL CONTRASTO AL NEONAZISMO

Altra tematica di fondamentale importanza sulla quale si è dibattuto attiene al contrasto al neonazismo. A tal proposito, la discussione si è focalizzata sulle strategie di contrasto e di prevenzione che il Consiglio d’Europa intende adottare per combattere tale fenomeno inquietante e molto diffuso tra i giovani europei.

Il Consiglio d’Europa ha promosso un’Alleanza parlamentare contro l’odio e sta lavorando per contrastare con forza ogni forma di tolleranza e di neo-razzismi soprattutto a livello politico. Allo stesso tempo, intende impegnarsi nel sostenere le strategie di prevenzione e di educazione nei confronti delle giovani generazioni che hanno ereditato un’Europa democratica.

L’Assemblea parlamentare condanna esplicitamente il numero crescente di manifestazioni di neonazismo (estremismo di destra) e l’aumento dei partiti e movimenti neonazisti in Europa, alcuni dei quali sono entrati in Parlamento a livello nazionale o europeo e invita gli Stati membri a mettere a punto strategie che coinvolgano più settori e puntino a prevenire e contrastare l’ideologia neonazista, comprese strategie sociali, economiche e culturali che riducano il terreno su cui prospera tale ideologia.

LA CURA OTTIMALE PER LE DONNE CON TUMORE AL SENO

Altra questione estremamente importante ed attuale riguarda l’ottimizzazione del trattamento del cancro al seno in tutta Europa. Tale patologia è ancora la forma tumorale più comune fra le donne europee e presenta il più alto tasso di mortalità di tutti i tumori, nonostante i notevoli progressi scientifici compiuti negli ultimi 20 – 25 anni in materia di rilevazione e terapia.

La mozione in discussione in Assemblea su questa tematica raccomanda agli Stati membri di mantenere la lotta contro il cancro al seno al primo posto delle loro agende sanitarie e di facilitare l’accesso effettivo a programmi di mammografia efficaci e a diagnosi e terapie di qualità. La mozione incoraggia inoltre i ricercatori di tutti gli Stati membri e Stati osservatori del Consiglio d’Europa a collaborare per far progredire la comprensione di questa patologia e migliorare le tecniche mammografiche, diagnostiche e terapeutiche.

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